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Il Cioccolato di Modica - Museo del Cioccolato

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Il Cioccolato di Modica



...Altro richiamo, per restare alla gola, è quello del cioccolato di Modica e quello di Alicante (e non so se di altri paesi spagnoli): un cioccolato fondente di due tipi – alla vaniglia, alla cannella – da mangiare in tocchi o da sciogliere in tazza: di inarrivabile sapore, sicchè a chi lo gusta sembra di essere arrivato all'archetipo, all'assoluto, e che il cioccolato altrove prodotto – sia pure il più celebrato – ne sia l'adulterazione, la corruzione...

(Leonardo Sciascia e Giuseppe Leone, La contea di Modica, 1983)

Il cioccolato di Modica, lavorato come facevano gli Atzechi al tempo dei conquistadores spagnoli, tecnicamente può essere definito cioccolato "a freddo" ed è granuloso e friabile. Furono proprio gli spagnoli a portare a Modica il "xocoàtl", un prodotto che gli abitanti del Messico ricavavano dai semi di cacao triturati su una pietra chiamata "metate", in modo da far sprigionare il burro di cacao e ottenere una pasta granulosa. I modicani appresero questa lavorazione dagli spagnoli, senza passare alla fase industriale. Nella lavorazione a freddo, il cacao non passa attraverso la fase del concaggio: la massa di cacao viene lavorata a 40° con aggiunta di zucchero semolato; non riuscendo a sciogliersi, nè ad amalgamarsi, lo zucchero, dà al cioccolato modicano il caratteristico aspetto "ruvido" dalla consistenza granulosa. La tavoletta di cioccolato modicano ha un colore marrone non uniforme, l'aroma è quello del cacao tostato, con note leggermente astringenti. Viene tradizionalmente aromatizzato con cannella o vaniglia, ma si può trovare facilmente cioccolato al peperoncino, alla carruba, al caffè, agli agrumi o in altri gusti. Il cioccolato di Modica si può mangiare così com'è o sciolto in acqua come bevanda calda invernale. (Fonte: Wikipedia)

Il museo del Cioccolato

Allettante ed evocativo permane l’itinerario dolce, offerto dal Museo del Cioccolato, inaugurato 16 aprile 2014 e allocato nella prestigiosa sede del Palazzo della Cultura. Numerosissime le visite di turisti, viaggiatori e studenti, lusinghieri gli esiti di operatori culturali e turistici. Soddisfatti i cioccolatieri del Consorzio di Tutela Cioccolato di Modica, pronti a provvedere, a turno, alle degustazioni d’inebriante cioccolato, come dolce benvenuto ai visitatori. Appassionate guide , come Gianni Frasca, accompagnano, illustrano ed animano le sezioni museali. All’ingresso colorati pannelli, sistemati in un illuminato corridoio, raccontano gli aspetti botanici della pianta del Cacao e i riti della cioccolata amara e speziata delle civiltà precolombiane. Singolare è l’esposizione dedicata agli Incarti Speciali, ideati dal dinamico Direttore del Consorzio,Nino Scivoletto, per celebrare eventi, ricorrenze, anniversari di carattere sociale, culturale, scientifico, sportivo. Una narrazione figurata di personaggi, di copertine librarie , di luoghi della memoria, di traguardi letterari e artistici, le cui date ripercorrono la partecipazione del CTCM a eventi anche di respiro internazionale. In una spaziosa sala i pannelli documentari-bibliografichi narranti “Il cioccolato di Modica nelle carte dei Grimaldi – 1746/1915”, diventano soglia essenziale per documentare l’origine settecentesca del Cioccolato di Modica all’insegna delle fantastiche immersioni nella storia del bruno nettare degli dei,veicolata anche da selezionati manifesti . Dalle fonti archivistiche promana, in effetti, la settecentesca consuetudine elitaria del consumo di cioccolato, ma si manifesta soprattutto la generazionale maestria di artigiani che fino ad oggi hanno saputo mantenere i segreti dell’inimitabile cioccolato di Modica, indiscusso protagonista dell’inedito memoriale che attesta la presenza di maestri cioccolatieri a Modica sin dal 1746. Nella stessa sala in un’elegante vetrina sono esposte le medaglie d’oro e le onorificenze attribuite nelle Esposizioni Internazionali alle fabbriche di cioccolato di Modica dal 1907.

A impreziosire lo spazio ostensivo concorre un grande bassorilievo (circa nove metri) raffigurante l’Italia, interamente realizzato in cioccolato di Modica e corredato da sculture rappresentative dei capoluoghi di regione opera dello scultore Maurizio Fratantonio. Anche all’isola di Malta è stato dedicato un bassorilievo di cioccolato di Modica realizzato da Piero Puglisi, al fine di raffigurare plasticamente la via dolce che ha associato e potrà continuare ad associare l’isola dei Cavalieri con la Sicilia e in particolare con Modica. L’allestimento delle due Gallerie delle sculture di cioccolato magicamente richiama con scultorei cioccolati l’ideale collegamento tra la pietra ricamata della città e la sua versione cioccolatiera, illustrata da scalpellini, scultori e da giovani studenti del Liceo Artistico “T.Campailla”. Straordinario si presenta “u dammusu ro ciucculattaru” che si affaccia sull’acciottolata Via Grimaldi. E’ la ricostruzione di un laboratorio settecentesco, animato da maestri cioccolatieri di provata creatività, che ripetono il tradizionale processo di amalgama del cacao, zucchero e spezie(vaniglia e/o cannella come da tradizione) per ricavarne barrette dal sapore inatteso. I visitatori sostano affascinati dalla gestualità e sorpresi dai suoni della manipolazione del cioccolato, una musica il cui spartito è orchestrato da mani oscillanti nell’abbraccio della pietra e da battiture di formelle incalzanti la delizia in barrette nude e lucenti. Varcare la soglia del dammusu che profuma di spezie e di storia è come vivere un’ avventura nei luoghi dell’immaginario. Si materializzano magicamente vie carovaniere e rotte marittime dell’antica ricerca di fragranze e sapori esotici, che Modica ha accolto e custodito, favorendo la creatività dei maestri cioccolatieri. Essi sono tuttora autori dell’originale melodia incorporata nel cioccolato,cui affidano innovativi ed inediti aromi, attingendo al ricco campionario delle fragranze siciliane.

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