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CHOCOBAROCCO 2012
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CHOCOBAROCCO 2013



In occasione di Eurochocolate 2012 che è in corso a Perugia fino al 28 Ottobre viene resa pubblica la data del prossimo CHOCOBAROCCO che si terrà a Modica dal 7 al 10 Marzo 2013, questo l'accordo trovato dal Comune di Modica e dal Consorzio di tutela del cioccolato artigianale di Modica.

Seguono aggiornamenti per il fitto programma già in preparazione...


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Modica, pagina dedicata alla nostra città barocca


In questa pagina potrete trovare informazioni di carattere storico e culturale sulla Città di Modica.



Indice della Pagina

Scegliete il paragrafo che più vi interessa dall'indice seguente e cliccate su di esso per visionarlo. Per chiudere il riquadro utilizzare l'apposito pulsante nell'angolo in basso a destra.



La storia di Modica

Cioccolatomodica.it - Castello di modica

Abbarbicate alle rocce, addossate alle caverne, aggrappate ad ogni piccola sporgenza, le case di questa caratteristica città si aizzano dal fondo valle verso i pianori circostanti, come l'araucaria in cerca di sole. Ai piedi dell'enorme ammasso roccioso che penetra come un cuneo gigantesco nella vallata e che la vallata stessa domina come un castello naturale, si congiungono i due torrenti che danno vita al Moticano...


Segue su: WIKIPEDIA

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La città "dotta"

Cioccolatomodica.it - San Giorgio

Modica, La Dotta, sì, era detta così nei secoli scorsi, come Bologna. La città ha partecipato da sempre attivamente al processo di crescita culturale della Sicilia e dell'Italia, grazie al fatto di essere sempre stata un centro di studi prima religioso, coi Francescani nel '500 e coi Gesuiti dal Seicento all'Ottocento, e poi laico, con l'avvento dell'istruzione pubblica superiore. Quanti illustri letterati, poeti, musicisti, pittori, uomini politici, filosofi e medici, sono nati da questo lembo di Sicilia, così ricco di storia, con le svariate dominazioni che si sono alternate in questa magnifica città dalla pietra dorata.



Mòdica, il cui nome originerebbe dal fenicio Mùtika (albergo, dimora), o dal siculo Mùrika (roccia nuda, non coltivabile), è situata 15 km a sud del capoluogo di provincia, ed il suo territorio urbano si sviluppa su un esteso altopiano solcato da profondi canyon (detti localmente "cave"). La città sorge sulla confluenza di due fiumi a carattere torrentizio che dividono l'altopiano in quattro colline: Pizzo a nord, Itria ad ovest, Giacanta ad est e Monserrato a sud. I due fiumi, Pozzo dei Pruni e Janni Mauro (ormai asciutti e coperti nel tratto urbano), si uniscono a formare il Modicano, il cui alveo è stato coperto nei primi del Novecento divenendo l'odierno Corso Umberto I, asse principale della città...


Segue su: WIKIPEDIA

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Modica, patrimonio dell'umanità

Cioccolatomodica.it - Unesco

Otto le città del sud-est della Sicilia inserite dall'UNESCO tra i siti di interesse: Modica, Noto, Caltagirone, Militello in Val di Catania, Catania, Palazzolo Acreide, Ragusa Ibla e Scicli. Ricostruite dopo il 1693, nello stesso luogo o vicino alle città esistenti al tempo del terremoto di quell'anno, esse rappresentano una considerabile impresa collettiva, portata con successo ad un alto livello di architettura e compimento artistico. Custodite all'interno del tardo Barocco, descrivono pure particolari innovazioni nella progettazione urbanistica e nella costruzione di città.


Approfondimento

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Quasimodo

Cioccolatomodica.it - Quasimodo

Salvatore Quasimodo nacque a Modica (Ragusa) il 20 agosto del 1901 e trascorse gli anni dell'infanzia in piccoli paesi della Sicilia orientale (Gela, Cumitini, Licata, ecc.), seguendo il padre che era capostazione delle Ferrovie dello Stato. Subito dopo il catastrofico terremoto del 1908 andò a vivere a Messina, dove Gaetano Quasimodo era stato chiamato per riorganizzare la locale stazione...


Segue sul sito ufficiale

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Campailla

Cioccolatomodica.it - Campailla

Tommaso Campailla nasce a Modica, in una casa di via Posterla, il 7 aprile del 1668, a 10 metri dalla casa in cui, 233 anni dopo, sarebbe nato un altro genio modicano, il premio Nobel Salvatore Quasimodo. La costituzione fisica molto gracile condizionò tutta la sua vita, fino al punto da fargli abbandonare gli studi e da costringerlo ad isolarsi, per essere libero di stare a contatto con la natura e di dedicarsi a ciò che più lo attirava...


Segue su: Wikipedia

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L'Ercole di Cafeo

Cioccolatomodica.it - L'Ercole di Cafeo

Articolo di Vittorio Rizzone per Modica.info:

Il reperto più prezioso del Museo Civico di Modica (Ragusa) è una statua bronzea di piccole dimensioni (altezza 22 cm) raffigurante Eracle. Il suo pregio è accresciuto dalla esiguità delle testimonianze di sculture bronzee di periodo ellenistico di provenienza siciliana. Venne scoperta casualmente nel 1967, insieme a due monete e ad una lucerna tardo romana, fra i detriti rimossi durante i lavori occorsi per lo scavo della pompa di sollevamento idrico nella contrada Cafeo, presso l'alveo del fiume Irminio. Lunghe e attente operazioni di restauro hanno assicurato la conservazione arrestando gli effetti della carbonatazione e dei cloruri di rame, ed hanno permesso una lettura più attenta della statuetta. Essa è realizzata a fusione piena. Due puntelli sotto i piedi indicano che era in antico inserita in un basamento ora perduto. è possibile riscontrare delle tracce di restauro antico soprattutto lungo il fianco destro della statuetta: il braccio destro, in particolare, è stato arretrato ed inclinato diversamente; tale intervento di restauro, dovuto ad una deformazione avvenuta in antico, è specialmente evidente nella parte posteriore all'attacco dell'omero e della spalla ed in una serie di ritocchi a stecca visibili nell'avambraccio ed anche nel polpaccio eseguiti dopo aver sottoposto a riscaldamento la parte destra da restaurare. A seguito di queste osservazioni è possibile restituire l'originario atteggiamento dell'eroe che non scoccava una freccia, come era stato dapprima ipotizzato, ma con la mano destra impugnava la clava, ora perduta, che poggiava a terra. L'eroe, pertanto, era colto in un atteggiamento di riposo, con lo sguardo perso nel vuoto, con la mano destra si appoggiava alla clava e con la sinistra reggeva, a guisa di semplici attributi, l'arco - del quale resta solo un filamento - e la freccia già inserita fra il dito medio e l'anulare. A tracolla porta la faretra, visibile sotto il braccio sinistro, decorata con un motivo embricato. Sul capo indossa la leontea, le cui zampe anteriori sono annodate sul petto, e che ricade dalle spalle e dal braccio sinistro lungo il fianco corrispondente, mostrandosi nella sua eroica nudità. Eracle presenta una ponderazione chiastica: il corpo poggia sulla gamba sinistra tesa, mentre la destra in riposo è appena portata avanti; il braccio destro è sollevato, l'altro è flesso al gomito e scartato lateralmente; in corrispondenza, la testa è volta a sinistra, con lo sguardo indirizzato in lontananza verso il basso. Il corpo è snello e slanciato. Il modellato è piuttosto morbido, con sfumati passaggi di piani soprattutto all'addome; attenta cura è posta nella resa di alcuni dettagli anatomici (muscoli, tendini, vene, etc...) sebbene gli occhi siano innaturalisticamente spalancati, mentre una certa stilizzazione è riservata alla resa della leontea (in particolare del vello). Nella statuetta è possibile ravvisare l'opera di un maestro che, sul finire del III secolo, ha ben assimilato l'esperienza lisippea.


fonte

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1902, L'alluvione spazza via Modica

Cioccolatomodica.it - Alluvione di Modica

Nella notte fra il venticinque e il ventisei Settembre 1902, in meno di mezz'ora, a Modica si consumò una delle tragedie più immani che la nostra storia ricordi: da oltre ventiquattro ore pioveva a dirotto provocando una quantità di acqua pari alla metà di quella che, generalmente, cade in un anno intero.

Il venticinque Settembre, la furia dell'acqua devastò le campagne del modicano, distruggendone i raccolti, allagando i campi e le strade. Alle quattro e venti, il volume della pioggia, che già era intollerante, si dilatò spaventosamente. La terra non era più in grado di contenerla, di lì a poco sarebbe avvenuta l'apocalisse; i torrenti Pozzo dei Pruni e Jannimauro, con furia inaudita, mandavano già un'immensa quantità di acqua, particolarmente il Pozzo dei Pruni (che era alimentato da un bacino di diciassette Kmq con pendenza del trenta per cento) iniziò la folle corsa a sette Km da Modica.

Man mano che si avvicinava raccoglieva le acque in piena del Passo Gatta, Cava Fazio e della Vaccalina come un imbuto; il dislivello era di oltre centocinquanta metri. Il torrente Pozzo dei Pruni piombò alle spalle della Chiesa di Santa Maria di Betlem con un fronte d'acqua di oltre undici metri di altezza a circa cinquanta Km l'ora. Il Ponte della Catena crollò senza resistenza, le prime case di abitazione furono spazzate via come se fossero state di carta; la Chiesa di S. Maria si riempì di acqua melmosa per un'altezza di tre metri e cinquanta. Nel palazzo dirimpetto alla Chiesa, l'acqua sfondò i balconi, allagando le stanze, dove lasciò un metro di fango; le colonne dei Ponti Pilera (gli attuali Ponti Pulera) si incrinarono paurosamente e l'Atrio Comunale si riempì di acqua per un'altezza di tre metri. Ma le acque non si arrestarono, continuarono l'opera distruttrice e devastante; l'alveo coperto di Piazza San Domenico scoppiò e l'acqua raggiunse i dieci metri di altezza dal letto dell'alveo.

In prossimità del "Ponte Stretto" le acque del Pozzo dei Pruni e dello Jannimauro fecero innalzare la fiumana che si riversò sulla Via Santa Marta (attuale via V. Veneto). Erano le quattro e quaranta del mattino del ventisei Settembre 1902, il bilancio dell'immane tragedia fu pesantissimo: centododici vite umane furono stroncate nei venti minuti dell'apocalisse; i danni alle costruzioni urbane e alle campagne erano incalcolabili. La notizia di questa tragedia ebbe una vastissima eco sull'intera nazione che rimase attonita e commossa dinanzi alla sciagura di tali dimensioni. Si costituirono, in tutte le regioni d'Italia comitati spontanei pro-Modica da Milano a Firenze, a Palermo che raccoglievano denaro, medicinali, indumenti, biancheria e quant'altro avesse potuto alleviare la sofferenza di chi aveva perduto tutto. Fu una commovente gara di solidarietà cui parteciparono anche le città di Novara, Cortona, Fiesole, Cesena, Sesto Fiorentino, Jesi, Loreto, Belluno, Avellino, Macerata ed Udine. Anche in altri centri della Sicilia si formarono i comitati pro-Modica: Catania, Agrigento, Trapani, Lipari, Caltagirone, Francofonte, Montevago, Mazara e Patti. Tutte le testate dei giornali (Corriere della sera, Stampa, L'illustrazione italiana, Giornale di Sicilia) oltre a diffondere informazioni continue aprirono le sottoscrizioni che volessero fare pervenire i loro contributi alla popolazione di Modica. Anche i giornali stranieri continuavano a fornire particolari sul grave disastro che aveva colpito Modica (il Times Morning di Londra, l'Echo de Paris, il Matin de Paris, il Berliner Tageblatt ed il Vossische Zeitung di Berlino, il Russki Invalid di Pietroburgo, il Neues Wiener Tageblatt di Vienna, il Tagepost di Graz, Sun e l'Evening Post di New York, La Prensa di Buenos Aires, l'Universul di Bukarest).

In seguito a questo cataclisma l'opinione pubblica nazionale si rese conto dello stato di arretratezza e delle assurde e primitive condizioni di vita della plebe modicana. Proprio la strage che l'alluvione aveva fatto nel quartiere "Sbalzo", fece saltare all'occhio attento dei milanesi e dei palermitani la situazione degli aggrottati. Milano e Palermo strinsero un patto che portò al miracolo finanziario, per sanare una millenaria ignomia.

Nell'arco di un anno fu costruito un quartiere, che ancor oggi viene chiamato Milano-Palermo, con sessanta appartamenti ed un asilo infantile, che fu aperto alla metà di Dicembre del 1904, destinato ad accogliere i bambini delle famiglie del quartiere. Il venti Aprile 1904 metà della popolazione modicana era presente all'inaugurazione del nuovo quartiere. Soltanto lo Stato non intervenne come se la faccenda non lo riguardasse, se non con una modesta elemosina di settemilalire. Il ventisei Settembre, mentre a Modica si piangeva ed era tutto una rovina, il Presidente del Consiglio Zanardelli partecipava ad un banchetto dato in suo onore a Melfi. Giolitti, rientrato a Roma da Torino, no seppe far altro che dare disposizioni per il disastro di Catania, dove la mareggiata aveva provocato danni trascurabili alle strutture del porto.


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Modica by Night

Le suggestive foto scattate da Luca Terranova per questa città barocca!
(cliccate sulle foto per ingrandirle)

Cioccolatomodica.it - Baluginio A Modica Cioccolatomodica.it - Modica Vista Notturna Cioccolatomodica.it - Panorama vetta

Baluginìo notturno

Vista notturna del
Duomo di S. Giorgio
(Belvedere)

Panorama Vetta

Cioccolatomodica.it - Panoramica Pizzo su San Giorgio Cioccolatomodica.it - San Giorgio In Notturna Cioccolatomodica.it - Pioggia Al Corso

Panoramica su
San Giorgio
(dal Belvedere)

San Giorgio In Notturna

Pioggia Al Corso Umberto I

Cioccolatomodica.it - Quartiere Pizzo Notturna Modica Cioccolatomodica.it - Vista Dal Quartiere Pizzo Cioccolatomodica.it - San Pietro E Ficodindia

Quartiere Pizzo Notturna

Vista Dal Quartiere Pizzo

San Pietro E Ficodindia

Cioccolatomodica.it - Panoramica San Giorgio E Dente Modica

Panoramica su
San Giorgio
(dal Belvedere)